Umberto Basagni
presenta la :
Storia della Famiglia
BASAGNI
La ricostruzione di questo < tracciato storico > si basa, prevalentemente, sull' analisi di alcuni vecchi documenti,
nei quali troviamo riportate Persone di Cognome Basagni.


Oltre alla Storia della Nostra Famiglia,
ho voluto aggiungere alcune pagine,
(che vedete sul lato destro )
contenenti notizie e curiosità varie.
Molto di quanto scritto è stato possibile grazie alla gentile collaborazione di alcuni nostri Omonimi, che mi hanno fornito molte informazioni utili.

La Vostra collaborazione è determinante,
in particolare, per la ricostruzione degli Alberi Genealogici , con i quali possiamo stabilire i vari, eventuali , legami tra le attuali Diramazioni.
Attenzione :

Può capitare, che alcune delle schede e foto allegate,
possono richiedere alcuni secondi per la loro apertura.

Abbiate un pò di pazienza, Grazie
Sono del 1500,
le prime testimonianze certe,
del nostro Casato.
Tra i più antichi documenti, ( di mia conoscenza),
dove viene riportato il Cognome BASAGNI,
è un Necrologio fiorentino del XVI secolo.

In questo registro, dove sono annotati tutti i defunti suddivisi per Parrocchia, troviamo che nel periodo 1572 – 1602 ( trenta anni ), tra i cittadini di Firenze appartenenti alla Parrocchia di Sant' Ambrogio, sono morte 10 persone
( 6 femmine e 4 maschi )
con cognome BASAGNI.
Quindi è documentata,
la presenza di BASAGNI
nella città di FIRENZE,
alla metà del 1500.
.
Non è stata annotata l’età di questi Defunti, e le poche informazioni che possiamo estrapolare da questo elenco , ci permettono solo di ritenere che queste fossero, tutte, parenti tra di loro.

Con molta probabilità appartenenti ad una una unica Famiglia Patriarcale, tipica dell' epoca, dove più fratelli , con le loro rispettive famiglie, viveno tutti assieme sotto un unico tetto

Possiamo ritenere che le 6 femmine non fossero ancora sposate, perché in questo caso si sarebbe scritto, anche, il Cognome da maritate.
Sicuramente, tra i defunti, ci sono dei giovani
( non dimentichiamo che nel 1500 la mortalità infantile era molto alta )

E' evidente la presenza, tra i defunti, di fratelli e sorelle.
Caterina e Santa, sono entrambe figlie di Matteo.
Mentre, Margherita e Cassandra, sono figlie di Franco.
Francesco e Giovan Francesco, sono figli di Bartolomeo.
L' informazione più significativa,
ci viene, dalla nota riportata su IDELLANTE,
morta il 22 Ottobre 1586, dove si legge che :

< la sua salma fu portata a STIA. >
Questa sepoltura a Stia ,
ci fa ritenere che questo piccolo paese del Casentino,
doveva rappresentare ( per quella tamiglia ) un luogo significativo, forse era il Loro paese di origine.
Ed è al CASENTINO
che ci riconducono ulteriori documenti,
del 1500
Inserire testo
In un documento,
conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze,
catalogato come : < notizia storica >,

troviamo scritto :
alla data 28 Novembre 1587,

FILIPPO di AGNOLO BASAGNI, de STIA,
è Dottore de' Uffizi.
Inserire testo
In un Estimo Catastale, conservato presso l' Archivio di Stato di Firenze

troviamo scritto :
nell' anno 1591,
AGNOLO Basagni, è possessore di una casa,
in località Villa, nel Comune di Moggiona.
Inserire testo
Come possiamo notare, questi tre documenti del 1500, ci dicono poco.
Sappiamo, solo, di Filippo Basagni di Agnolo che vive a Stia, ed è Dottore degli Uffizzi, e di un Agnolo Basagni, possessore di una casa, in località Moggiona.
Con la lettura di alcuni documenti dell' inizio del 1600,
riusciamo ad avere alcune, importanti, informazioni, che ci permettono di ricostruire, almeno in parte, la storia della Nostra Famiglia, in quel periodo.
Documenti conservati presso l' Archivio di Stato di FI.
.
Anno, 1619.

La Famiglia Basagni,
composta dai quattro Fratelli :

AGNOLO, GORO, SALVI e PASQUINO,

figli di GIOVANNI di AGNOLO BASAGNI, di STIA

sono iscritti nel < libro delle Decime >
della Podesteria della Montagna Casentinese
.
.
.
26 gennaio 1620

Atto di Vendita,
Rogato da Ser Vincenzino Pensieri di Modigliana.

Dove SALVI di Giovanni Basagni è venditore di una casa , in località PELAGO, podesteria del Ponte a Sieve , a favore di Domenico di Taddeo Landi da Domini

.
.
29 Dicembre 1633

dal < Libro delle Decime > ,

COSIMO MARIA GIOVANNI,
di SALVATORE di AGNOLO BASAGNI, da Stia

SACERDOTE ,

è iscritto alle Decime.
.
Mettendo assieme quanto riportato, in questi documenti di inizio 1600 con i precedenti, del 1500, possiamo stabilire che :
Nella prima metà del 1500,
vive a Stia la Famiglia di AGNOLO Basagni.

Agnolo ha ( come minimo ) tre figli maschi :
GIOVANNI , SALVADORE e FILIPPO.

E', sicuramente, una Famiglia benestante , come
possiamo notare dai vari beni immobili di loro possesso,
( in località varie del Casentino)
e il figlio Filippo svolge il ruolo di Dottore, degli Uffizi.

IDELLANTE, morta ha Firenze,
è una nipote di Agnolo, figlia di Giovanni.
La sua salma viene riportata a Stia, perchè è il paese
dove viveva la sua Famiglia.

Analizzando le date,
possiamo stabilire che Idellante era una bambina.
La sua morte in Firenze, nel quartire di Sant' Ambrogio,
ci lascia supporre che si trovasse, ospite, da suoi parenti.

Possiamo, quindi, ritenere di un legame di parentela tra i Basagni che vivono a Firenze, con coloro che abitano a Stia.

GIOVANNI di Agnolo,
aveva ( oltre ad Idellante ), quattro figli maschi
AGNOLO, GORO, SALVI e PASQUINO.

Giovanni, ritengo che sia morto nel 1619,
anno in cui si è letto che l' iscrizione nel
< libro delle decime >,
è di un unico patrimonio, indiviso, tra i quattro fratelli.

Nel 1620, dopo la morte di Giovanni,
i quattro Figli si dividono l' eredità del Padre.
Inserire testo
Inserire testo
.
Ritengo che le Famiglie Basagni, presenti
in Casentino, nel 1600, sono tutte
dirette Discendenti della, antica , Famiglia di STIA
.
Dalla diretta discendenza, di AGNOLO,
alla metà del 1600
dopo circa un secolo , dalla sua morte,
si erano formati ,in Casentino
non meno di 5 Rami Familiari.
Queste Diramazioni,

come documentato, nel 1600 , risiedono nelle seguenti Località :

STIA
STRADA
MOGGIONA
MONTEMIGNAIO
BATTIFOLLE
Ulteriori informazioni, su questa Famiglia BASAGNI , discendente da AGNOLO da Stia,
conservate presso l' Archivio Vescovile di Fiesole,
ci permettono di poter ricostruire
( se pure, probabilmente, in maniera incompleta ),

l' ALBERO GENEALOGICO di questo Antico Ramo.
Inserire testo
Come ho già detto, possiamo ritenere che queste Famiglie, vivessero in buone condizioni economiche.

( Quantomeno superiori alla media, della locale popolazione, in quel periodo ).
Più importante è sottolineare come queste Famiglie , non solo avevano dei beni , quante le stesse risultano oggetto di particolari attenzioni e di rispetto.
Questo < particolare > RISPETTO,
non viene solo dalla popolazione del luogo, ma anche da parte di Personaggi Importanti, del momento.



In particolare, mi riferisco a :
Monsignor Lorenzo Della Robbia , Vescovo di Fiesole

S.E. Bennardo Tanucci, notissimo uomo politico.
Segretario di Stato del regno Delle Due Sicilie
( del quale, poi, sarà anche Primo Ministro )
Inserire testo
.
mi dilungo ( forse eccessivamente ),
su questa particolare attenzione,
che viene riservata a questa Famiglia,
perchè la ritengo determinante,
per capire, al meglio, il nostro passato.
.
Questo particolare < Rispetto >,
si evince dalla lettura di alcuni carteggi,
apparentemente di secondaria importanza,
ma che contengono ( tra le rime ) forme e modi che debbono farci riflettere.




Iniziamo con la lettura di alcuni carteggi, relativi alla nomina di un novello sacerdote, Don Giovanni Basagni di Salvo.

Nulla di particolare, se si considera che in questa Famiglia si sono avuti non meno di una dozzina di sacerdoti,
ma vediamo, come in questa semplice nomina, c'è qualche cosa che non
< riquadra >.
Carteggi conservati presso

< l' Archivio VESCOVILE di FIESOLE >

( Sezione XVIII B, Filza 28, carte 85 / 86 r.)
In data: 4 Ottobre 1641,
l’ allora Vescovo di Fiesole Monsignor Lorenzo Della Robbia emana tre decreti,
scritti dal Cancelliere Notarile Giovanni Antonio Vignoli.

Questi atti vengono redatti presso la Pievania di San Martino a Vado,
alla presenza dei seguenti testimoni :
Don Giovanni di Luca Antonio ,pievano della stessa, e da Don Pietro di Antonio Coloni, rettore della Chiesa parrocchiale di San Donato a Serelli.

Il primo decreto riguarda la consacrazione di una nuova piccola chiesetta, denominata Romito della Calle,che si trova lungo la strada del passo della Consuma.
( vicino a MONTEMIGNAIO)

Il secondo è la nomina dell’ incarico a novello sacerdote Don GIOVANNI BASAGNI di SALVI da Strada , a parroco di questa nuova chiesetta.

Il terzo decreto riguarda l’inventario dei beni immobili, ad appannaggio della canonica della stessa chiesetta.

A questi tre decreti si aggiunge un quarto atto scritto ( anche questo redatto dallo stesso Cancelliere Notarile, e alla presenza dei già citati testimoni ) che tratta della immissione in possesso del beneficio a Don Giovanni Basagni.

Purtroppo ( come ci dice lo storico Pier Paolo Guidi, nel suo libro “ Il Romito della Calle ), il tempo e la cattiva qualità della carta utilizzata, non ci consentono una lettura organica del documento. Questo documento si ritiene contenere una serie di informazioni relative, proprio, su Don Giovanni Basagni, ( e sicuramente anche sulla sua Famiglia), ma non leggibili se non nel particolare che Don Basagni, al momento della nomina, era ancora alunno del Seminario Vescovile di Fiesole.

Riporto integralmente per esteso, il secondo decreto, quello relativo alla nomina di Don Giovanni Basagni, a parroco del Romito della Calle.
Essendo il sopradetto oratorio della B.M.V. delle Calli eretto come sopra, vacante dalla sua prima fondazione, io Vescovo di Fiesole, dirigendo gli occhi e la sua mente, al Reverendo Don Giovanni di Salvo Basagni, da Strada, chierico della Diocesi Fiesolana, lui qui presente, inginocchiato e accettante, conferisce detto Oratorio, e lo provvede e lo investe del medesimo, dopo che egli ebbe fatto i soliti e consueti riti , l’ abiura in vigore
della grazia, ricevendo per se e per gli altri riti giuramento di fedeltà e di servizio a detto Oratorio, decretando che tutto questo fosse scritto sul libro delle collazioni.
In riferimento a questa nomina,
dove vediamo assegnare ad un giovane seminarista, una Chiesa di nuova consacrazione
(. ....vacante dalla sua prima fondazione.....),

ci sorgono spontanee alcune considerazioni :

Come possibile che un seminarista, ottenga la nomina di Parroco titolare di una chiesa.
( grande o piccola , che questa sia ).
Normalmente, era regola, per i novelli sacerdoti, un periodo, come cappellani, alle dipendenze di un parroco, più anziano.

A Montemignaio , dove si trova questa chiesetta, sappiamo che vi abitano dei suoi stretti parenti
( un fratello e dei nipoti ).
Altra regola eclesiastica, vuole che i novelli sacerdoti, non esercitino nei paesi dove vivono dei loro stretti parenti.

Questo ci autorizza a ritenere di " ottimi " rapporti , tra questa Famiglia Basagni e il Vescovo di Fiesole.


Sappiamo, che questa chiesetta era stata realizzata, grazie alle donazioni di alcune Famiglie del luogo, possiamo ritenere, che gli stessi Basagni ( residenti a Montemignaio ), furono tra coloro che avevano contribuito a questa realizzazione.
L' arcivescovato, doveva forse tenere conto dell' intervento economico, della Famiglia, e contraccambiare con un < favoritismo> ?
Più singolare, è un successivo carteggio,
in data 4 Maggio 1655.
Archivio Vescovile di Fiesole, sezione V,Filza 13, inserto 6,carte 1/2 e carte 5/5r.
1655, sono passati circa 14 anni dalla nomina del novello sacerdote.
Il nuovo Vescovo di Fiesole, Monsignor Roberto Strozzi ,
scrive al nostro Don Giovanni Basagni, in risposta ad una sua sollecita richiesta.


Don Giovanni Basagni, si era lamentato, con il suo Vescovo,
perchè la Canonica, di quella chiesa, aveva urgente bisogni di restauri e migliorie varie, a fronte di sue personali esigenze.
Non si conosce il testo della lettera, inviata al Vescovo, ma si conosce la risposta che da il Vescovo al suo parroco ( e da questa si intuiscono le richieste avansate).

Nella sua lettera Monsignor Strozzi, si rivolge a Don Giovanni, chiamandolo Monsignor Canonico ( quindi il nostro pretino ha fatto carriera !), e lo informa che la Canonica gode di ottime rendite, tali da permettere un buon sostenimento nella sua persona e del Cappellano alle sue dipendenze ( vediamo che ha anche un aiutante !) , e se lo ritiene opportuno provveda ad opere di restauro e migliorie, con le rendite della Canonica, senza che debba intervenire la Curia.
Il Vescovo, prosegue aggiungendo che se queste rendite non le fossero sufficienti, si rivolga alla sua Famiglia, che è certamente in grado di poterla aiutare.
Questo documento,
per contenuti della secca risposta, del Vescovo,

ci pone alcuni interrogativi.
Questa < ironica > frase del Vescovo,

--------- la sua Famiglia è certamente in grado di poterla aiutare ------

è molto significativa.

Possiamo capire come questa FAMIGLIA, non solo godeva di disponibilità economiche, ma ( soprattutto ), queste erano ben palesi,
tanto da farci ritenere di una Famiglia
BENE IN VISTA, del luogo.

Per " LA SUA FAMIGLIA ", il Vescovo, non credo essersi riferito ( solo ) a quella di suo padre Salvi, ma abbia voluto riferirsi ( ed ironicamente ) a tutti i Basagni del luogo, diretti Discendenti di AGNOLO.

Possiamo fare, anche, una considerazione sulle esigenze espresse da Don Giovanni, alla Curia, volendo opere di restauro e migliorie, per la sua canonica. Queste richieste ci portano a ritenere, che il giovane Sacerdote era un po' " viziatello ",
a conferma che era cresciuto in una famiglia agiata ed esigente.
Più significativo è il carteggio
con S.E. BENNARDO TANUCCI

Che io propongo, per secondo, solo per voler rispettare un ordine cronologico.
Chi è Bennardo Tanucci ?


Il TANUCCI, è stato uno massimi uomini politici del 1700.
Egli fu Primo Ministro, del Regno delle Due Sicilie.
BENNARDO TANUCCI,
Nasce a STIA, da una povera famiglia, il 20 febbraio 1698, ed è morto a Napoli il 29 aprile 1783.

Poté studiare all'Università di Pisa grazie all'aiuto economico di un patrono.( non specificato) Si laureò in legge nel 1725 e ben presto attirò su di sé le attenzioni degli ambienti culturali toscani.

Quando il figlio di Filippo V di Spagna, Carlo, allora duca di Parma, attraversò la Toscana diretto alla conquista del Regno di Napoli, il granduca Gian Gastone de' Medici gli consigliò di portare con sé Tanucci: a Napoli Carlo nominò il suo protetto dapprima Primo Consigliere, quindi sovrintendente delle poste, Ministro della Giustizia nel 1752, Ministro degli Affari esteri della Casa Reale nel 1754 e finalmente Primo Ministro, concedendogli il titolo di marchese.

Il Tanucci, pur vivendo a Napoli, mantenne fortemente le sue radici Toscane, ed in particolare CASENTINESI.

Tra l' altro, volle investire molto denaro, acquistando molti beni in Casentino, dove abitava la Sua Famiglia.

Esiste, una raccolta di tutte le sue lettere,
nota come :
EPISTOLARIO di Bennardo Tanucci
1723 - 1746.

Dove, non solo sono riportati i carteggi che Egli ebbe con i vari Sovrani dell' epoca, ma si trovano ( anche ) delle lettere che scrisse per l' acquisto di terreni, in Casentino.

Tra queste lettere ne troviamo alcune scritte ad un BASAGNI, e altre che fanno riferimento a Basagni.


Io, purtroppo, sono riuscito a conoscere il contenuto di solo due, di questi, carteggi,
MA SUFFICIENTI per farci < riflettere >.
Vediamo, il contenuto
MA SOPRATTUTTO LA FORMA,
di una lettera che il TANUCCI scrive ,
il 4 settembre 1737, al

Tenente ANGELO BASAGNI, di Stia.

Dal contenuto, della lettera, si comprende che questo Basagni aveva proposto, al Tanucci, l' acquisto di alcuni suoi campi , in località Villa nel Comune di Moggiona.
Notate,
come il Tanucci, approfittando della sua precedente amicizia, con la Corona Granducale, non voglia pagare le tasse ( i censi ), ed istighi, il Basagni a fare attrettanto.



Quello che più ci colpisce, in questa lettera,
e come un uomo potente, quale era il Tanucci , si rivolge con modi
ECCESSIVAMENTE OSSEQUIOSI
a questo < modesto > Tenente, chiamandolo ( sempre ),
< Vostra SIGNORIA >.

E quasi, per non offenderlo, gli propone, di riacquistare, tra un anno o due quanto oggi va a vendere.

Tutto questo, mi sembra un pò eccessivo.
......................
Nello stesso giorno, però, il Tanucci scrive una seconda lettera, indirizzata al suo Fattore, di Stia, G.B. Vespignani.

Notate, come Il tono, di questa seconda lettera, è diverso, e quasi usa delle minacce, nei confronti del Tenente Angelo Basagni.

Riporto, alcuni passaggi, di questa seconda lettera
Con il suo fattore, adesso, teme che il Basagni possa imbrogliarlo,
e lo invita a metterlo in guardia delle possibili ritorsioni, qualora vendesse ad altri.

Si dichiare, anche disponibile ad una aggiunta, su quanto chiesto, ed usa la brutta espressione che gli fa < la carità > , a comprargli i campi.
Perchè il Tanucci, un Segretario di Stato, è tanto ossequioso con questo semplice Tenente Basagni, che chiama ripetutamente < Vostra SIGNORIA >. Mentre dice, al suo Fattore, che gli fa < la carità >, acquistando i suoi terreni.

Forse l' eccessiva forma di rispetto era per la Famiglia Basagni, e non tanto per questo Tenente.
( che magari si era indebitato ).

Nelle note bibliografiche, della vita del Tanucci, viene sottolineato come Egli potè fraquentare gli Studi a Pisa, grazie all' aiuto di un Patrono del Luogo ( Stia ), ma non viene indicato il nome di questa Persona, che lo aveva aiutato.

Forse era stata la Famiglia Basagni, ad aiutarlo ?

O forse, il Tanucci, che era nato e cresciuto a Stia, aveva ricordo di quanto < rispetto > si aveva per questi Basagni , e memore di questo usa tanta cortesia a questo Tenente, sicuramente un figlio dei Basagni che lui aveva conosciuto in gioventù.

( quando scrive, questa lettera, il Tanucci a 39 anni )



Non ultimo, resta il fatto, che non si fida di questo Basagni, e teme l' imbroglio.

Erano, forse, i Basagni, noti ( anche ) come degli imbroglioni ?.
O era da temere, solo, di questo giovane Tenente.
.
Termino,
questa lunga parentesi,
dedicata a questi strani aspetti
di < Favoritismi > e < Rispetti >
non ben chiari,
riservati ai Vecchi Basagni del Casentino.
.
Vediamo,
nei dettagli, queste Famiglie Basagni,
che vivevano in Casentino
Ramo della Famiglia Basagni,
residente nel Comune di STIA
Questo Ramo, discende da
FILIPPO di Agnolo
FILIPPO di Agnolo,
è quello che nel 1587 , è nominato Dottore degli Uffizi .

Vediamo che , anche nelle generazioni successive, si ripete questa nomina a < dottore degli Ufizzi >, tanto che sembra quasi una < tradizione di Famiglia >, e questo mi porta a supporre, che pure il Vecchio AGNOLO, avesse svolto , a Stia, questa professione.

Alcune testimonianze , non ben documentate, vogliono ritenere che i più Vecchi Basagni erano stati < GONFALONIERI di GIUSTIZIA >.
Questo loro Ruolo amministrativo, aveva ( quindi ) proseguito, con quello di Dottori abilitati agli Uffizi.

Si ritiene, però, che non furono < GONFALONIERI di GIUSTIZIA > a Stia, ma residenti in Località CASCESI, facente parte del Comune di Battifolle.
Per dovere di cronaca, dobbiamo dire che nel corso degli anni ( tra il 1400 e il 1500 ) c'erano state varie trasformazioni , nell' assetto territoriale di quei paesi.
Tutti, però, facenti parte della < PODESTERIA della MONTAGNA CASENTINESE >, per la quale Podesteria, i Basagni sarebbero stati < Gonfalonieri di Giustizia >.
Tra i Dottori degli Uffizi, noti, c'è

il Dott.FRANCESCO di INNOCENZO.

Del quale, disponiamo di varie informazioni.
Da documenti conservati presso la Biblioteca Nazionale di FI
- Francesco, è nato a Stia, nel 1680 ( ca )

- nel 1705 è scritto come Dottore Abilitato agli Uffizi.
( in pratica ha conseguito la Laurea )

nel : 1720 e 1721 -, ha ricoperto il Ruolo di CONSIGLIERE COMUNALE
( presso il Comune di Firenze)

Per lo stesso periodo, è residente a Firenze, e registrato tra le anime appartenenti alla Parrocchia di San Simone.

- Muore a STIA, nel 1736,.
......................................
Dalla lettera, scritta da S.E. BENNARDO TANUCCI,
, il 4 Maggio 1737,
sappiamo del
.
Tenente AGNOLO Basagni, de Stia
.
Del quale è noto, solo, che vende al Tanucci alcuni terreni.

Non sappiamo, neppure, di cosa era TENENTE.

Probabilmente era un militare,
ma non ne siamo certi.
Possiamo, ipotizzare, che questo Angelo Basagni, non fosse un militare, ma un Padre Gesuita.

Anche tra i Gesuiti, si usavano i gradi simili a quelli militari.
Visto l' abbondante numero, di Basagni, che furono dei Sacerdoti , e considerando come a Stia , ( all' epoca ) ci fosse un seminario Gesuita,
possiamo avanzare questa ipotesi.

Anche se, in questo caso, sarebbe stato più appropriato( da parte del Tanucci ) il titolo di Monsignore e non di Vs. Signoria.
.........................
Nel corso di tutto il 1700, continua ( comunque )
il Ruolo di Dottori Abilitati agli Uffizi, che si trasforma, in ultimo, in Notari.
Da documenti, conservati presso
l' Archivio di Stato, di SIENA

troviamo :
Dott. FILIPPO Basagni, di Stia.

NOTARO.
Sono archiviati due Rogiti,
in entrambi indicato come < Residente a Stia >

1- in data 26 Marzo 1783

2- in data 12 Aprile 1784.

Non dispongo ( al momento ) di altri riferimenti, relativi a questo Notaro.
......................
Vedremo, più avanti, che nel 1847,

a STIA, il Gonfaloniere è un Basagni.

( del quale parleremo nel capitolo 8° )
Inserire testo
Ramo della Famiglia Basagni
residente nel Comune di MONTEMIGNAIO
aaaa - aaaa
Questa Famiglia,
discende da un Figlio di SALVI di Giovanni.
Quindi, da un Nipote di Agnolo.

( del quale non mi è noto il suo nome )
 
E' documentato, ( Archivio Vescovile di Fiesole )
la presenza nel Comune di Monte Mignaio, nel 1641,
di un Fratello e di un nipote, di Don Giovanni di Salvo.
Inserire testo

Inserire testo
Non dispongo di particolari notizie storiche di questa Famiglia , relative al 1600.

Da testimonianze, non scritte, si dice che questi Basagni erano dei possedenti agrari.

Mi è stato, anche, detto che possedevano, pure, molte greggi di pecore, e che ( sembra ) avessero dei propri terreni in Maremma, non lontani da Talamone.

Notizia, quest' ultima che ritrova poco riscontro logico. Talamone , ritengo, essere troppo a sud, per dei pascoli da raggiungere con la transumanza da Montemignaio.
Normalmente, venivano usasati pascoli, invernali, tra Follonica e Grosseto. ( molto più vicini )


Non dispongo di dati per poter ricostruire un Albero Genealogico completo, a partire dal suo inizio.

I dati in mio possesso, permettono una ricostruzione, dettagliata, solo a partire dalla seconda metà del 1700, con il Sig. PIETRO.

( vedi pagina : < Principali Rami della Famiglia >)
Tutt'oggi, alcuni Discendenti di questo Ramo, sono presenti in questo Comune.

Ritorneremo, meglio, su questo Ramo, con l' analisi storica del 1800, e vedremo quante delle attuali Diramazioni, oggi presenti, discendono da questa Antica Famiglia.
Inserire testo
Ramo della Famiglia Basagni
residente in località MOGGIONA
Attualmente MOGGIONA si trova nel territorio del Comune di POPPI.
Anticamente, questo piccolo borgo, era un Comune.
aaaa - aaaa
Abbiamo già detto che da un < Estimo Catastale >, del 1591,
Agnolo Basagni risulta possedere una casa, in località Villa,
nel Comune di Moggiona.
 
AziendaRitengo che questo AGNOLO Basagni, possa essere uno dei 4 Figli di Giovanni di Agnolo.
Non credo che si tratti di un caso di omonemia (se pure il nome Agnolo era molto comune), ma di un parente della Famiglia di Stia.

FunzioneA riprova di questo, vediamo che nel 1734, Agnolo Basagni ( residente a Stia ) è venditore di alcuni terreni, in località Villa, a Moggiona.
Quindi, se pure non sufficientemente documentato,
ritengo che questo Ramo discenda da AGNOLO di Giovanni.
Se pure non dispongo, al momento, di specifiche informazioni , dell' origine di questo Ramo, conosciamo grazie ad un ottimo Sito Web, realizzato dalla PROLOCO di Moggiona , una serie di notizie, riguardanti i vari Basagni, che nel corso degli anni, hanno vissuto in questo paese.
Riporto, a seguire, alcune di queste informazioni,
che ci permettono di vedere come si viveva, anticamente, in un piccolo Paese della Montagna Casentinese, e quindi, di vedere quale poteva essere stata la vita dei nostri AVI.
.
In un documento,datato 6 giugno 1723,

troviamo : Giovanni di Jacopo Basagni,
che è un membro del Consiglio Locale.

E' stata tenuta, un assemblea, con tutti Capi Famiglia, della zona ( 76 persone , tante erano, quindi, le famiglie dell' epoca ), per decidere della vendita, di un terreno ( ritengo Comunale ), onde ricavarne del denaro ( pubblico ), per poter pagare un MAESTRO.

Dal risultato , dell'assemblea, 45 contrari e 31 favoreli, si evince che l' insegnamento, ai giovani, non era ritenuto particolarmente necessario.

Purtroppo, non ci è dato di conoscere, con quale voto si espresse Giovanni Basagni.
..............................
Documento datato, 8 giugno 1734

Vediamo che la scuola era stata realizzata, ma mancano i soldi per pagare il MAESTRO.

L' amministrazione Comunale ( storia vecchia ) deve imporre delle tasse straordinarie, perchè la < moria > delle pecore ( che erano tutte tassate ), aveva ridotto gli introiti comunali.

Non c'era l' ICI, ma c'erano le pecore !

Viene deciso che le Famiglie, che godono del Maestro, ( quindi hanno figli a scuola ), debbanop pagare ( tutte ) una tassa straordinaria di 6 Lire e 8 soldi.

Vediamo che nel 1734, non c'è più tra i Consiglieri Comunalli,
Giovanni di Jacopo Basagni.

Vediamo, però, che Agnolo di Jacopo Basagni, viene tassato
( quindi usufruiva del Maestro).
Sicuramente Agnolo era fratello di Giovanni.

Possiamo, anche, sapere quanti erano i ragazzi, di Moggiona, che nel 1734, andavono a scuola :
14
ed uno, di essi, era un Basagni.
............................
Da un Estimo dei beni, del 1777,
vediamo tra i proprietari di case :

CATERINA Basagni del fu' Domenico
e
Don JACOPO BASAGNI di Agnolo.

Come vedete di Sacerdoti, ce ne sono stati in tutti i RAMI.
Secondo quanto ho potuto constatare , Don Jacopo non possedeva terreni, in locolità Villa.
Probabilmente, a seguito di precedenti divisioni, questi terreni appartenevano alla Famiglia di Stia, come risulta dal carteggio del Tanucci.
Ramo della Famiglia Basagni
residente a STRADA

( oggi Comune di S.Niccolò )
aaaa - aaaa
Capostipite, di questo Ramo , è
SALVI di Giovanni Basagni.
 
La sua presenza a Strada, è già documentata nel 1621.Inserire testo

FunzioneInserire testo
SALVI,
che troviamo scritto , anche, Salvo è uno dei 4 figli di Giovanni di Agnolo.


Sicuramente Salvi, ha avuto ( come minimo ) altri tre figli maschi, oltre a Giovanni ( n. 1621 ) che è il più giovane.

Si è detto che da uno dei figli di Salvi, discende il Ramo di Montemignaio.
Un secondo figlio, risulta essere stato , anche Lui, sacerdote ( forse a Bibbiena ).
Un terzo, risulta essere rimasto a Strada, e da quest' ultimo è proseguito questo Ramo.

Non dispongo di nessuna altra specifica notizia, relativa a questa Discendenza, che ha ( sicuramente ) dato origi ad alcune delle Famiglie, che vediamo residenti , nel corso del 1700, in varie località del Casentino, tra le quali Bibbiena.
Inserire testo
Ramo della Famiglia Basagni
residente nel Comune di BATTIFOLLE.
aaaa - aaaa
BATTIFOLLE è stato Comune, fino all' inizio del 1800.
Soppresso a seguito del riassetto territoriale, effettuato da Napoleone.
 
Oggi, il suo territorio fa parte del Comune di Ponte S.Niccolò.Inserire testo

Questo Ramo , prende origine da PASQUINO, figlio di Giovanni, dopo la divisione dei beni, con i fratelli.Inserire testo
aaaa - aaaa
Se pure non documentato, possiamo ritenere che Pasquino fosse residente, in questa località, già precedentente alla divisione dei beni.
 
Non solo, ma che questa località vi avessero abitato dei Basagni, forse ancor prima che a STIA.Inserire testo

E' mia, personale, convinzione ritenere , in questa località, le più antiche origini del nostro CASATO.Inserire testo
Accantoniamo, il TRAPASSATO REMOTO, della nostra Famiglia, e seguiamo questo Ramo a partire dall' inizio del 1600.
Pasquino ha avuto un solo figlio maschio,
( non sappiamo se ci furono delle femmine )
al quale viene messo il nome di GIOVANNI.

Giovanni, dovrebbe essere nato dopo il 1619, anno in cui muore suo nonno, che pure lui si chiamava Giovanni.

Sappiamo che questa Famiglia, possedeva molti terreni, non solo nel territorio di Battifolle, ma anche nei territori di altri Comuni, limitrofofi.

Alcuni loro possedimeti, si trovano nel Comune di Montemignaio e in particolare, vediamo, come in alcuni casi questi confinano con dei campi, che appartengono alla piccola chiesetta, di Santa Maria delle Calli, dove dal 1641, è stato parroco il loro parente Don Giovanni di Salvi.
Come è documentato in un atto inventariale, dei beni della Chiesa di Santa Maria delle Calli,

( Conservato nell’ Archivio Vescovile di Fiesole.)
L' inventario è molto lungo, a conferma che questa Chiesetta dispone di un ottimo patrimonio, sicuramente in grado di fare fronte a tutte le necessità, come aveva giustamente detto il Vescovo, al nostro Don Giovanni Basagni.
( il pretino esigente )

Particolare curioso :
Questa piccola chiesa, è proprietaria di terreni, ubicati in Comuni diversi, cosa molto singolare per una canonica.
( ma, guarda caso, sono gli stessi Comuni dove risiedono i Basagni !! )

Ricorderete , che questa chiesa era stata realizzata con donazioni di Persone del luogo ed avevo , ipotizzato, che i Basagni fossero stati tra i benefattori.

Adesso, ritengo, con questi confini, di esserne certo.
Ciò mi autorizza, a sostenere che la strana nomina, di Don Giovanni, da seminarista a parroco titolare di una Canonica, fosse stata in virtù di queste donazioni.

Vorrei, anche, farvi notare come ( anche ) da questo inventario, si intravede un certo < Rispetto >, nei confronti di questa Famiglia.

Osservate come per gli altri confinanti ( anche questi proprietari ) si usano nomi storpiati e soprannomi,

Nanni di Pietro
Betta di Biagio
Marco di Giovanni di Lorenzo
Nanni di Quintano da Caiano, ecc.ecc.

mentre i Basagni vengono riportati correttamente non solo nel nome, ma anche con il Cognome.

... Eredi di Pasquino di Giovanni Basagni.
Con l'analisi di successivi documenti,
di cui accenneremo più avanti,
comprenderemo il vero motivo, di quello che io ho definito, un particolare < RISPETTO >.
Vediamo quale era, invece, la situazione della Famiglia Basagni, residente a FIRENZE.
Inserire testo
Ricordiamo, che la testimonianza di Basagni, nella città di Firenze, è più vecchia di quella per abbiamo per il Casentino.

Domenico di Francesco Basagni ,
registrato tra le anime della Parrocchia di SAnt'Ambrogio,
morto il 3 settembre 1572.

Non solo, ma dal 1572 al 1602,
nell' arco di 30 anni,
vediamo che sono morte,ben 10 Persone.

i Basagni fiorentini, nel 1500, riteniamo essere stati più numerosi di quelli in Casentino.
Tutto lasciava ritenere, che nel 1600, e come si è visto per il Casentino,
avremmo trovato molte testimonianze,di questi Fiorentini, e avremmo ( almeno in parte ) ricostruito la loro storia.

Contrariamente, non dispongo di nessun documento scritto, e di nessuna testimonianza verbale, che ci aiuti a capire il loro passato.

Unico foglio scritto, per l' intero 1600, è ( nuovamente ) il Necrologio del Cirri, per la solita Parrocchia di Sant'Ambrogio.
La totale mancanza di documenti , ci deve subito fare capire che queste persone, molto probabilmente, erano di un livello sociale inferiore a quelle residenti ( per lo stesso periodo ) in Casentino.

Mi spiego meglio ,
Gli atti scritti, nel 1600, si è visto essere prevalentemente conseguenti al possesso ( da parte della Famiglia ) di un bene immobile.
Tasse ( quindi iscrizione alle decime ) , atti di vendita o di acquisto. Atti di successione. ecc.
Titoli, o incarichi ( vedi i Dottori abilitati agli Uffizi ).

Quando una Famiglia ( ripeto siamo nel 1600 ), non possiene dei beni, o non ha titoli, poco resta scritto dei suoi componenti, se non l' atto di morte.
Sicuramente furono registrati anche i Battesimi e i matrimoni, ma di questi registri è arrivato ben poco ai giorni nostri.
Gli atti di morte, viceversa, erano considerati , non come la somministrazione di un Sacramento, ma un atto pubblico, e come tale conservato anche dalle Autorità Laiche, del luogo.
Vediamo, quanto possiamo riuscire a mettere insieme,
dalla lettura degli elenchi dei NECROLOGI.


Ripartiamo dalla Parrocchia di Sant'Ambrogio.
( già vista per il secolo precedente, il 1500 )
Vediamo che, per la prima volta, si trova scritto un < soprannome >.

BASAGNA.

( nulla ci vieta di ritenere che possa trattarsi di un errore, di scrittura, da parte dello scrivano ).

Del BASAGNA ORTOLANO
Del BASAGNA TUTORE

Più strano, invece, è che in queste due registrazioni , come vedete manca , anche, il nome di Battesimo.

Per il primo < BASAGNA >, si legge che faceva l' ortolano.

Il secondo BASAGNA, viene indicato come il tutore dell' estinta.

Forse era il padre adottivo di MARGHERITA
( della quale non viene riportata la data di morte )



Ortolani, vediamo sono anche : PIERO e MATTEO, dei quali è specificato il Cognome BASAGNI.


Queste due registrazioni, come BASAGNA, ci portano a una lunga serie di considerazioni,
che meritano molte < riflessioni >, sul l' antica orgine del nostro Casato ( non ultimo sul significato toponomastico del nostro cognome)

Rimando, alla pagina integrativa :

< da BASAGNA a BASAGNI >,

le mie, più approfondite, considerazioni.

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Tornando su questo Necrologico :

avete visto, che le donne maritate, vengono indicate, pertanto possiamo ritenere che le altre non lo fossero.
Tenete sempre presente < l' alta mortalità infantile >, tipica dell' epoca.
Sicuramente, nell' elenco, ci sono molti bambini.

Purtroppo, non sono mai indicate l' età dei defunti.
Per cercare un quadro più completo,
vediamo l'elenco successivo.
Quello relativo al 1700.
Per il periodo 1700 - 1799.
Il CIRRI, riporta la presenza di BASAGNI,
in due Parrocchie Fiorentine :

Quella di SANT' AMBROGIO

e quella di SAN SALVI.
Proseguiamo, con la Parrocchia di Sant'Ambrogio,
per il periodo 1700-1799.
Ovviamente ho verificato, sul CIRRI, tutte le Parrocchie di Firenze ( città ), dal 1500 al 1799.
In nessuana, altra Parrocchia, sono riportate persone con Cognome Basagni.

Non ho potuto consultare, invece, i Necrologi relativi al 1800.
Vedete come, con il passare degli anni, migliora il modo di registrare.

Adesso alle donne coniugate, viene indicato, anche, il cognome di nascita :

BRIGIDA, nata FANFANI, donna di Giuseppe Basagni.

MARGHERITA, di Bartolomeo Basagni, donna di Mario MONTELARICO.

Alla data 1731,
si registra la morte dell' ultima persona ( nata Basagni).

Dopo 32 , anni vediamo che muore, nel 1763 , BRIGIDA FANFANI coniugata Basagni.

Tutto ci lascia ritenere, che questa Famiglia, si sia trasferita in altra zona della città.
A conferma della mia ipotesi di trasferimento,
vediamo , che a partire dal 1781,.si trovano registrati tra i defunti , della Parrocchia di SAN SALVI ( FI ), Persone con Cognome Basagni.
Dai nomi indicati, a conferma che possa trattarsi della precedente Famiglia, notiamo che nel 1787, muore un Giuseppe Basagni ( probabile marito di Brigida ).
Mentre, nessun Giuseppe, risultava tra i Defunti, della precedente Parrocchia.
Il marito di Brigida, era tra colorono che cambiarono di residenza.


Notate come lo scrivano, della Parrocchia di San Salvi, è meno preciso, del precedente. Nella maggior parte, dei casi, manca il nome del Genitore.

Particolare raccapricciante, in soli 17 anni
dal 1781 al 1798,
sono morte, addirittura, 21 Persone.

Non solo, ma per due volte,
il 31 Dicembre 1790, e
il 23 Giugno 1794,

muoiono, nello stesso giorno, due Persone !

Famiglia numerosa ?
o Famiglia sfortunata ?

Non credo che sia stata particolarmente numerosa,
e anche in questo caso resto dell' avviso di una alta mortalità infantile.
Solo per ASSUNTA, viene specificato di anni 13, ma anche , dove non scritto, dobbiamo ritenere esserci altri bambini.

Particolare curioso,
si ripete l' imparentamento con la Famiglia FANFANI,

MARIA FANFANI , Donna di Ferdinando Basagni.

( anche questo particolare, ci porta a ritenere di un trasferimento ).
Concludendo
sulle Famiglie FIORENTINE,
per le Quali la mancanza di documenti, più specifici, ci impedisce di conoscere , meglio, questo Ramo,

ritengo che :
questo Ramo,
possa essersi estinto,
tra la fine del 1700 e l' inizio del 1800.
A conferma di questa mia supposizione,
aggiungo, che nessuno dei Basagni interpellato, tra Coloro che oggi vivono in questà città, mi ha parlato di una Sua antica origine Fiorentina.

Tutti mi hanno parlato di migrazioni, in questa città, da parte dei loro Antenati, avvenute dalla metà dell' ottocento alla prima metà del novecento,
facendo, anche, riferimento ad origini note da varie località
del CASENTINO,
del VALDARNO,
e della VALDICHIANA.
Inserire testo
Determinante per le sorti
di alcuni Rami della Famiglia

in particolare per il Ramo di BATTIFOLLE,
al quale appartiene Giovan Battista.
Inserire testo
Ho ripetuto, tante volte, come le Famiglie del Casentino, e più in particolare , quelle di STIA e di BATTIFOLLE , godevano di una particolare forma di < RISPETTO >.

Temute, forse più che stimate, non solo dalla popolazione del luogo, ma anche da Persone influenti, dell' epoca.


Si è, anche, intravisto, con il Dott. FRANCESCO (1680), un certo interesse alla vita politica, dello Stato di Firenze, nel suo ruolo di Consigliere Comunale per la città di Firenze.
Adesso,
entriamo nel merito di quello che fu il
vero Ruolo POLITICO, di questa Famiglia,

e i motivi che avevano determinato quella forma di dovuto RISPETTO.
Una delle testimonianze , della massima importanza , per la corretta lettura del passato della Famiglia Basagni,
ci viene da un Almanacco del Granducato di Toscana,
del XVIII secolo.

In questo Almanacco sono state riportati gli elenchi ,in ordine cronologico, delle Nomine e degli incarichi pubblici, emanate dalla Corona Granducale.
Tra queste varie nomime, troviamo un BASAGNI.

Riporto integralmente questa sintetica citazione, ( datata 1715 ), così come mi è stata fornita.
Prima di entrare nel merito del suo contenuto,

vorrei che fosse ben chiaro che essere stata , la Famiglia di Giovan Battista di Bene Detto Basagni, scritta tra le Famiglie Nobili Fiorentine non deve essere interpretata come la nomina, del nostro Casato, a particolari titoli Nobiliari.

Considerate questa citazione dello stesso valore che oggi ha la nomina di una Persona al titolo di < Cavaliere della Repubblica >.
La cosa importante,
è sapere che Giovan Battista Basagni ,
era un Cavaliere dell’ Ordine di Santo Stefano.

Non solo, ma conoscere che egli aveva fondato una < COMMENDA >
a favore dell’ Ordine ! !

Questa è la notizia estremamente importante,
per capire chi realmente erano questi BASAGNI,
di Battifolle.
ADESSO TUTTO E' CHIARO

Con la lettura di questo documento,
facciamo piena luce, su i motivi del < RISPETTO>
per questa Famiglia
Non voglio dilungarmi in merito a cosa furono e quale potere economico gestirono, i potenti CAVALIERI di SANTO STEFANO.
Potrete trovare e leggere, di Loro, nei testi di Storia.


Io mi limito, solo, a ricordare che :
L' Ordine, fondato da Cosimo I° nel 1561, nasce come un ordine laico militare in armi contro gli infedeli a difesa della Fede Cattolica , presso la città di Pisa.
Questi paladini iniziarono la loro attività mediante il comando della flotta militare, di stazza a Livorno, per garantire , non solo rotte sicure alle navi mercantili della Corona, contro i saccheggi dei pirati, ma anche a protezione delle popolazioni costiere ( spesso preda di saccheggi e violenze )

Ben presto , l’ Ordine integrò il suo ruolo in arme
( contro le navi dei pirati ) con la gestione , anche, della flotta mercantile.

Incrementando , in maniera determinante, gli scambi commerciali con i Paesi vicini .
( in particolare con la Francia ).

L' esportazione dei prodotti, prevelantemente agricoli, portò ad un notevole benessere , nelle campagne Toscane.

Era importante, quindi, garantire la crescita e lo sviluppo delle aree coltivate.

In quest'ottica furono formate delle < Commende > a favore dell' Ordine.
Oggi, per usare un termine moderno, potremmo definirle una specie di Cooperative.

Alcuni proprietari terrieri, fecero < Commenda >, mettendo i lori possedemini in comunione di beni con questi Cavalieri, ed in alcuni casi divendo loro stessi dei Cavalieri.

Queste commende, rappresentavano una ambita opportunità, perchè garantiva un eccellente ritorno economico.
Diciamo ( sempre per usare un linguaggio moderno ) che era una forma d' investimento.
I loro campi coltivati, si trasformavano ( come ) in delle azioni, ed essi partecipavano agli utili.

Spesso, gli stessi ex-proprietari, proseguivano nella gestione e nel controllo, delle attività agricole.




Voglio aggiungere,
che non era facile poter entrare a fare parte di questo ORDINE Laico.

In primo luogo si doveva dimostrare non solo di essere già " qualcuno", ma soprattutto di avere una spiccata moralità.
Occorreva, anche, l'appoggio di una Persona di rilievo, morale, che si facesse garente.

Non era, quindi, facile poter appartenere a questo Ordine, e se alcuni Basagni ci riusciriono, va ( a questi nostri Antenati ) tutta la nostra stima e ammirazione.

Non vorrei essere frainteso,
questa non era una associazione, ma un Ordine Laico , che si operava per la crescita economica della Toscana.
Non a caso,
come si è visto la supplica, presentata alla Corona, a favore di Giovan Battista Basagni, viene da parte di
Monsignor Orazio Maria Panciatichi,Vescovo di Fiesole.

E' fuori da ogni dubbio che il nostro Antenato godeva della stima e dell' amicizia , da parte di questo Vescovo.

Monsignor Panciatichi è stato uno dei Vescovi di Fiesole che più di ogni altro si era prodigato per la Diocesi Casentinese.
Il Panciatichi apparteneva ad una importante Famiglia Fiorentina.
Nato nel 1660, prime della sua nomina a Vescovo di Fiesole, aveva insegnato " Jure utroque" presso la Università di Pisa.
A Pisa era stato, come Canonico, presso l' Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.

Ritengo che tutto ciò spieghi, quindi , come erano maturati i suoi buoni uffici, a favore di Giovan Battista Basagni.

A Pisa, aveva studiato Bennardo Tanucci , che probabilmente fu allievo dello stesso Pacciatichi.

Come vedete il cerchio si chiude, ed è ovvia la forma ( tanto ossequiosa ) usata dal Tanacci al Tenente Angelo Basagni ( 1737 ).
Forse, Angelo era un Tenente dell' Ordine di Santo Stefano.
Nel corso del XVII e XVIII secolo, il potere economico dei Cavalieri era tale che potevano condizionare, anche, lo stesso potere politico della Corona.
( il Gran Duca era il Gran Maestro dell’ Ordine di Santo Stefano, ma solo simbolicamente, perché nella realtà il potere era totalmente svincolato da un effettivo controllo del Monarca, e gestito dai " confratelli " )

Questo " Ordine " ( che alcuni Storici, chiamano la " CONFRATERNITA "), era ,
all' inizio del 1700, un vero Stato nello Stato !
L' appartenenza della Famiglia Basagni ( di BATTIFOLLE ), a questo potente " Ordine ", ci porta a ritenere che questa era una
FAMIGLIA MOLTO POTENTE.
Difficile è poter ritenere di rapporti , di questo potente Ramo della Famiglia, con gli altri Rami Familiari.
Siamo nel 1700,
i vecchi vincoli di Parentela, che collegavono nel 1500 tutti i Basagni, non ci sono più.

E' anche difficile, potere stabilire quanti altri Rami, ci fossero, all' inizio del 1700, dopo oltre due secoli.

Sicuramente, alcune di queste Diramazioni, neppure si conoscevano tra di loro.

E', invece, molto probabile come il Ramo di Stia, sia rimasto legato e collegato, a quello di Battifofolle.

Sappiamo che il Dott.FRANCESCO di Innocenzo, da Stia, nel periodo che Giovan Battista fa parte dell' Ordine di SAnto Stefano, ricopre il ruolo di Consigliere Comunale di Firenze.( pure essendo residente a Stia, dove è documenta la sua morte nel 1736.)

Questi comuni interessi ,politici, sicuramente univano queste due Famiglie.

Mi sento di escludere, invece, rapporti con tutte le altre Diramazioni, presenti in Casentino e a Firenze.
E come spesso capita :
NELLA BUONA E NELLA CATTIVA SORTE.
FORMAZIONE
Inserire testo
Inserire testo
Nella metà del 1700, alcuni Basagni, nativi di Battifolle, in Casentino,
si trasferirono in Valdichiana.

Questa migrazione è stata uno degli avvenimenti principali, della storia della Nostra Famiglia.

Da queste Persone derivano il maggior numero dei Rami Familiari , oggi presenti .
Non conosco, con esattezza, l'anno in cui avvenne questo Loro spostamento.

Dalla lettura di alcuni documenti, e da quanto scritto in una vecchia ricerca, fatta da mio Zio Cristoforo, possiamo stabilire che il loro arrivo in Valdichiana ( per esattezza in Località FONTARRONCO ) ,
sia avvenuto tra il 1755-1760.
Nota,
Montagnano , oggi frazione del Comune di Monte Sanvino, era fino alla metà del 1800, un COMUNE.

( il cui territorio si sviluppava lungo il lato di ponente della palude, e comprendeva alcune piccole Frazioni , tra le quali :
Fontarronco, Brancoleta, Borghetto, Alberororo.)


Per l' esattezza , questi Basagni, giunsero in Località Fontarronco.
Non è noto il numero esatto di quante furono queste persone.

Si ritiene che possa essersi trattato di un intero nucleo Familiare.
Marito , moglie ed alcuni figli.

I Basagni, a Battifolle erano una Famiglia poco numerosa, e non è pensabile che possano essersi spostate troppe persone.

Di questo nucleo Familiare, sono documentati solo i nomi di SANTI e di suo figlio GIUSEPPE, che viene indicato come < ultimogenito >
( motivo, per il quale, si ritiene la presenza di altri fratelli ).

Possiamo, anche, ritenere che Giuseppe, quando arriva a Fontarronco, sia un ragazzino di sete-otto anni ( Egli muore, vecchio, nel 1824 ).
La vera MOTIVAZIONE
di questo Loro traferimento, in Valdichiana.
Nelle varie ricerche,
fatte sulla storia della Nostra Famiglia, le motivazioni che indussero, alcuni nostri Antenati ,a lasciare il Casentino, per trasferirsi nella Valdichiana,
non sono mai state ben chiarite.

Prevalentemente, Altri ricercatori,
hanno interpretato ,questa migrazione, come una semplice opportunità di lavoro, per queste Persone.

In Valdichiana si stavano attuando le opere di bonifica, ed era richiesta della manodopera.
Molti dei braccianti erano originari del Casentino, ma si trattava di famiglie povere, per le quali fare i braccianti era una valida opportunità di lavoro.


Per i BASAGNI , ed in particolare quelli della Famiglia di BATTIFOLLE, che sappiamo essere una Famiglia ricca e potente, non è attendibile questa ipotesi. Non poteva esserci, nessun Loro interesse, a fare i manovali o cose simili.

Quindi , dobbiamo cercare una ben diversa motivazione.
La chiave di lettura,
per capire la loro reale motivazione, per questo tasferimento, in Valdichiana, è :

MONTAGNANO.
A Montagnano,nel 1700,
c'erano i CAVALIERI di SANTO STEFANO.
Scrive lo Storico Repetti,
nella sua Enciclopedia Storico Geografica della Toscana,
alla pag. 342 del Vol. II ,

......... la Villa di Fontarronco ( Montagnano) e tutti i poderi circostanti , comprese le abitazioni, furono donate , nel 1651,dal Gran Duca di Toscana, Ferdinando II ,come patrimonio alla Confraternita dell’ Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.............
Noi abbiamo visto che il 24 giugno del 1715, Giovan Battista Basagni ( della Famiglia di Battifolle ), non solo era un Cavaliere dell' Ordine, ma addirittura aveva fatto una < commenda > a favore di questa Confraternita ( come la definisce il Repetti )

NON CI SONO DUBBI, per potere affermare, che la motivazione del Loro arrivo a Montagnano, è strettamente correlata ai Loro < rapporti > con i Cavalieri di Santo Stefano.
Altro che " braccianti " !!!

Come hanno scritto Alcuni !
.
Alcuni, ma non tutti.
Contrariamente agli Altri,
mio Zio Cristoforo,
che nulla sapeva dei Cavalieri di Santo Stefano, ne tanto meno sapeva di Giovan Battista, tuttavia ( nella sua ricerca ) scrive :

…...Giuseppe, con la sua Famiglia, arrivarono a Montagnano, attraversando la palude , con una barca.........
..........i vecchi Basagni, avevano lasciato il Casentino, perchè al servizio di una Confraternita...........

Si è detto che essi arrivarono, in Valdichina, circa nel 1760, e si conferma quanto scrive mio Zio, perchè, a questa data, la palude non era stata ancora bonificata.

Mio Zio, non cita l' Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, ma come dice < una Confraternita >, stesso termine che usa la Storico Repetti.

Quanto scrive , mio Zio, è sulla base di testimonianze verbali che si erano tramandate in Famiglia.

Non dimentichiamo che, il Padre di mio Zio ( mio Nonno Francesco ) nato nel 1865, aveva ben conosciuto, Suo Nonno Santi , figlio dello stesso Giuseppe , che giunse con la la barca.
Quindi è verosimile che queste informazioni possano essere giunte, verbalmente, a mio Zio.
Stabilito che giunsero a Montagnano, per motivi di un Loro rapporto con
< La Confraternita >.
Quale fu il Loro ruolo ?
Non dispongo di nessun documento relativo a quale ruolo possano aver svolto, per conto dell' Ordine.

Mio Zio si limita solo a dire :
........prima del 1780, erano al servizio di una Confraternita ……………
ma non specifica in cosa consistesse < questo servizio >


Sicuramente non era stato un ruolo secondario, visto il loro rapporto con i Cavalieri.

La Confraternita, possedeva nella Valdichiana molte grandi fattorie ( si arrivava fino alle Chianacce, nel Comune di Cortona). Sicuramente ciascuna di queste fattorie era controllata da un fattore, il quale poteva fare bene o fare male gli interessi della
< proprietà>.

Una delle ipotesi è che il Ruolo, dei nostri Basagni, fosse stato quello di :
CONTROLLORI dei FATTORI.

in termini moderni, dei < SUPERVISORI >.
Quando nella metà del 1700,
i Basagni giunsero a FONTARRONCO ( Montagnano ), non dobbiamo immaginarci la Villa di Fontarronco, così come si vede in questa foto.
Permettetemi, un accenno storico di questa Villa,
sulla base di quanto ha scritto il Repetti.
Scusatemi,
se mi dilungo su questi particolari, ma questa Villa,
e la sua storia, hanno rappresentato uno dei luoghi più significativi del passato della nostra Famiglia.

Purtroppo i saccheggi e l' incuria della Corona, hanno portato alla perdita di tutti i documenti cartacei che vi si trovavano, registri dove, con molta probabilità, si trovavano informazioni preziose, che ci avrebbero fatto conoscere molto del nostro passato.
FACCIAMO UN PASSO INDIETRO,
E TORNIAMO AI NOSTRI VECCHI BASAGNI.
Indipendentemente a quello che fu il loro incarico, che probabilmente non conosceremo mai, sicuramente, questi Basagni, godevano di una posizione di prestigio, a Montagnano.

Non solo prestigio e rispetto, ma in particolare disponevano di un ottimo tenore di vita, tanto da poterli definire : < una famiglia agiata >.
Come ho già anticipato, nel Capitolo precedente,
le sorti di questi Nostri Antenati, furono legate

nella BUONA e nella CATTIVA sorte,

all' Ordine di Santo Stefano.
E venne la CATTIVA SORTE
Torniamo a vedere ,cos’altro scrive il REPETTI :
(pag. 342 del Vol. II )
..................................................................................
…………Il potere dei Cavalieri di Santo Stefano era cresciuto a dismisura, tanto che essi costituivano uno Stato nello Stato.
A Roma, non era gradito questo potere e il Papa, a seguito di pressioni Giansenistiche, invitò la Corona Granducale a sciogliere quest’Ordine.
La richiesta Papale, trovò disponibile il Granduca, che se pure era il Gran Maestro, dell' Ordine, si vedeva scavalcato e minacciato dal poteri dei < Fratelli>.
Non solo, il loro ingente patrimonio avrebbe portato molto denaro nelle casse dello Stato.

Nel 1775, l’ Ordine venne soppresso.
Tutti i possedimenti e i beni , che appartenevano all’ Ordine, furono confiscati ed incamerati dalla Corona Granducale, la quale frazionò le grandi tenute per essere rivendute, in porzioni più piccole, a singoli privati.
Premesso,
< io non sono uno storico >
( come in più occasioni ho accennato)
quindi non in grado di dare un giudizio su questa <scelta >.

Credo, comunque, che molto influirono gli avvenimenti Francesi ( siamo nell' epoca della famosa rivoluzione ), e più la paura che non la riflessione, portò la Corona a questa scelta, non ultimo ( come sottolinea il Repetti, e Lui è uno storico ), ci furono pesanti ingerenze da parte di Roma !.

Con il segno < del poi >, ritengo che fu una decisione < sbagliata >.
Per i NOSTRI BASAGNI,
le conseguenze furono molto critiche,
tanto da definirsi DISASTROSE.

Non vorrei apparire irriverente alle Loro sofferenze,
ma è il caso di definirle :
<< Dalle STELLE alle STALLE >>
- - -
Nel 1775,
dopo la confisca dei beni, della < Confraternita >,
i Basagni, che si trovavono a Fontarronco, abbandonarono questo luogo, e si trasferiro in altre località, poco distanti.
Da questo,
che io definisco come un < ESODO della FAMIGLIA >
prende luogo un frazionamento, del nucleo iniziale, in più piccoli nuclei che si distribuiscono, nelle campagne aretine.
( in località poco distanti da Fontarronco )
La mancanza di documenti e di testimonianze, mi impedisce la ricostruzione, di questo frazionamento, nella sua fase iniziale.

Fatta eccezione, per il Ramo che si forma a Montagnano, nel 1780 ( ben documentato ), per le altre Diramazioni devo fare riferimento alla situazione consolidatasi nei primi anni del 1800.

In pratica, mi restano circa 40 anni, di vuoto.

All' inizio del 1800,
osserviamo che in un territorio molto ristretto,
che può essere racchiuso in un cerchio di 15 chilometri di diametro, si trovano una mezza dozzina di Famiglie Basagni.

Tutte queste Famiglie, sono dirette discendenti da coloro che erano giunti a Fontarronco, alla metà del 1700.
...........................
Prevalentemente queste famiglie, che vivono, all' inizio del 1800 in Valdichiana, svolgono l' attività di Contadini.
Alcune di esse sono dei piccoli proprietari, ma in maggior parte sono dei Coloni Mezzadri.
.
Per questo, e scusatemi, ho usato la cattiva battuta :

< dalle stelle alle stalle >
.
Vedere i Discendenti di una Ricca e potente Famiglia, quale era stata quella di Battifolle, ridursi al ruolo di semplici Coloni Mezzadri, ci pone l' interrogativo di come mai questi Basagni, dopo gli eventi del 1775, non fecero ritorno nel loro luogo di origine.



Sicuramente, la soppressione dell' Ordine di Santo Stefano, aveva creato dei duri contraccolpi anche a coloro che si trovavono a Battifolle.

Tra la fine del 1700 e l' inizio del 1800, possiamo osservare che, anche, altri Basagni ( di Battifolle ), lasciano il Casentino e si trasferiscono verso Arezzo.

Queste successive migrazioni ci confermano lo stato di difficoltà, che si era creato, anche per quanti si trovavono a Battifolle, e ci spiegano del perchè, quelli che erano a Fontarronco, non tornarono in Casentino.
Tralasciamo, per il momento, le seconde migrazioni
torniamo a vedere meglio quali Rami si formano dalla prima.
Nota :

La prima migrazione ( del 1760 ) da luogo alla formazione di varie
Diramazioni, che restano in Valdichiana.

Viceversa, le migrazioni successive, danno luogo a Diramazioni che finiscono per stabilirsi in altre località, della provincia di Arezzo.

Pertanto, quando diciamo i Basagni della Valdichiana, ci riferiamo ai soli Discendenti di coloro che giunsero a FONTARRONCO, nel 1760 circa.
Come ho detto,
non mi è possibile ricostrire , nella loro fase iniziale ( 1775 ) l' esatta formazione di questi nuovi nuclei familiari, in Valdichiana

fatta eccezione per uno solo di essi,
quello che si forma in località la BRANCOLETA,
da GIUSEPPE figlio ultimogenito di SANTI.
La BRANCOLETA,
si trova lungo l' antica strada Romana, nota come Cassia Adrianea,
a circa quattrocento metri di distanza da Montagnano e poco meno da FONTARRONCO.
Diciamo a mezza strada, tra questi due luoghi.


Questa Località era appartenuta, prima del 1775, all' Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.

Sul lato di ponente, si trovano una manciata di piccole case (forse abitate dai braccianti e dagli artigiani , che lavoravano al servizio della < Confraternita > ),
su quello di levante,
si trovava un grande insediamento rurale , sicuramente esistente da antichissima data.

Le sue origini, sono sicuramente precedenti al 1651, quando il Gran Duca di Toscana, Ferdinando II, fece dono alla < Confraternita > di quei luoghi.
Una parte di questa complessa struttura, quella che scorre parallela alla via Adrianea, è di epoca medioevale, quindi precedente alla stessa Villa di Fontarronco.
Non è da escludere che questa, antica costruzione, fu il più antico < villino >di caccia dei Medici, lungo il lago.

A riprova di ciò, io che conosco molto bene questo luogo, ( posso dirvi ) che fino a pochi decenni fà, erano ben visibili i pali di attracco, per le barche.
Non solo,
all' interno di questa , più antica casa, c'è un belissimo caminetto, in pietra , troppo ben fatto per trovarsi in una casa colonica.



Dopo il 1775,

Questo grande insediamento rurale, venne diviso a metà. ( come pure i suoi terreni ), ed entrambe le frazioni furono vendute a dei privati.
Permettemi, un chiarimento Storico

La Contea di Fontarronco
( che possedeva una di queste due parti ),
si forma molto dopo, nel 1861, quando la Baronessa Fiorella Favard de l' Anglade, compra la Villa e alcuni terreni, tra i quali una delle due porzioni della Brancoleta.

Ho voluto questa precisazione,
perchè mi capita spesso di leggere, < delle Castronerie >, che certe Amministrazioni o Associazioni, spesso scrivono nelle loro < guide turistiche >, ed in una di queste mi è capitato di leggervi :

che la Contea di Fontarronco risaliva ad una nomina Granducale del 1554, per meriti nella battaglia di Marciano ( Battaglia di Scannagalle ),
a pochi chilometri da Fontarronco.

Riconosco di essere un polemico,
ma < quando ci vuole........ >!!!
Chi fosse interessato a conoscere, meglio, le origini della Contea di Fontarronco, potrà trovare ulteriori dettagli nel Sito dedicato ai Basagni della Brancoleta, che vedremo più avanti.
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I Basagni della BRANCOLETA
Questo Ramo della Famiglia ( data certa )
prende inizio nel 1780,
quando , come documentato, GIUSEPPE Basagni figlio di Santi, da Battifolle, firma un contratto di " mezzadria", nel podere della BRANCOLETA..
La presenza di questa Famiglia Basagni, nel podere della Brancoleta,
si è tramandata , ininterrottamente, dal 1780 ad oggi.

Attualmente,
questo grande podere con tutti gli immobili, è proprietà del Sig. Antonio Basagni ( classe 1930 ), che vi abita assieme a sua moglie Beatrice,
e che ha ereditato da Suo padre Angiolo (n. 1897 )
Più volte mi è capitato di sentire dire, da persone di Montagnano, riferendosi ai Basagni :
< Che i Basagni sono capaci di adattarsi ad ogni circostanza >

Ritengo che questo " detto" tragga le sue origini proprio da come Giuseppe ( e chi con lui) riuscì, dopo la soppressione della Confraternita, ad adattarsi ad una nuova attivita.
Giuseppe, come si legge da un vecchio Contratto, divenne contadino " Mezzadro", in un terreno che precedentemente era stato di proprietà dell' Ordine di Santo Stefano.

Sicuramente il nostro Giuseppe ebbe il coraggio e la forza di bersi

< un bel bicchiere di fiele amaro>.

Il suo spirito di sacrificionon non fu solo per essersi adattato a fare il Contadino,
( cosa che abbiamo visto hanno fatto anche gli altri Suoi Parenti ),
ma, soprattutto, per essere rimasto "" sul luogo "".

Luogo che lo aveva visto, prima, in
BEN ALTRE VESTI.

Non dimentichiamo che nel 1780, fare il Contadino era cosa dura, lavorare la terra richiedeva grandi sacrifici fisici e i benefici che se ne traevano ( parlo di mezzadria) erano poco più della sopravvivenza.

Giuseppe era, prima del 1775 ( come tutti i suoi Parenti ), cresciuto nel benessere e doversi adattare a così modesto lavoro, non fu certo una cosa facile.
GIUSEPPE di Santi, da Battifolle
è il Capostipite,
del Ramo Della BRANCOLETA
Nel documento, del 1780,
relativo al contratto di Mezzadria
troviamo scritto solo :

Capofamiglia , Giuseppe ultimogenito di Santi,da Battifolle.

Nessun altro componente, della Famiglia, viene citato.

Sappiamo, tuttavia, da testimonianze verbali, che Giuseppe era sposato e che aveva vari figli ( maschi ), all' epoca troppo giovani per essere trascritti nel documento di Mezzadria.
Alla fine del 1700,
( 1797 -1798 )
sappiamo che Giuseppe resta vedevo.
Si ritiene che alcuni dei suoi Figli si fossero sposati ed avessero già dei figli.
Quindi, quando Giuseppe resta vedevo è già nonno.

Nel 1799 , Giuseppe lascia Montagnano, per un breve periodo ( chi dice per pochi mesi chi dice per quasi un anno ), e si trasferisce a Livorno.

Non sono noti i motivi di questa sua permanenza a Livorno, ma sappiamo che, in questo città, egli conosce Giacinta Della Scala ( molto più giovane di lui ) e la sposa. ( il matrimonio dovrebbe essere avvenuto, nei primi mesi del 1800 )

Nel 1800, Giuseppe, aveva circa 60 anni.

E' stato, anche, detto che Giacinta fosse stata una giovane trovatella ( figlia di N.N. ), ma questa affermazione mi lascia molti dubbi.

Quello che, invece, è certo che dopo il suo matrimonio, Giuseppe torna a Montagnano dove non solo porta la nuova moglie , ma anche del denaro.

Denaro che gli permette di acquistare alcuni terreni.

I figli, però , non condividono la scelta di loro Padre ( di essersi risposato), si creano dei dissidi in famiglia, che finiscono con la Loro uscita dalla casa paterna.
Si ripete, se pure con motivazioni diverse, quanto era già successo 25 anni prima.

Anche in questo caso, i figli di Giuseppe, come avevano fatto i figli di Santi, danno luogo alla formazione di ulteriori Diramazioni, ed anche queste in Valdichiana.

Per quanto mi risulta, nelle stesse località dove si trovano i loro parenti , tanto da ritenere che alcuni di loro si fossero trasferiti , a vivere, presso i loro cugini. ( dico cugini, perchè ritengo essere già morti i loro Zii, tutti sicuramente più vecchi di Giuseppe ).
.
1802, nasce SANTI

figlio di GIUSEPPE Basagni, da Battifolle
e
di GIACINTA Della Scala
.
Ritengo che l' uscita di casa, dei figli di Giuseppe, sia avvenuta, conseguentemente alla nascita di questo figlio.
Inserire testo
CRISTOFANO
CRISTOFANO è uno dei figli di Giuseppe,
ma non sappiamo se figlio della prima o della seconda, moglie.

Fino al 2008, avevo ritenuto che la storia di questo giovane fosse solo frutto di fantasie tramandatesi in Famiglia.
Viceversa, ho dovuto ( almeno in parte) ricredermi.

Vi invito a leggere, questa storia, che ho riportato ( in maniera dettagliata ) alla pagina :
< TRA LEGGENDE E FANTASIE >.
GIUSEPPE muore a Montagnano nel 1824.

Nulla sappiamo, invece, di sua moglie GIACINTA.

E' mia personale convinzione che Giacinta, dopo la morte del marito, abbia lasciato Montagnano, forse per far ritorno a Livorno.
Di questa donna non sappiamo praticamente nulla, unico documento in cui compare il suo nome, è quello relativo alla nascita di suo figlio Santi ( 1802).

Con la morte di Giuseppe,
viene redatto un nuovo Contratto di mezzadria,
per il podere della BRANCOLETA.
In data, 1824

Capofamiglia :
SANTI di Giuseppe Basagni da Battifolle

Colono e Possidente.
Nel 1824,
con la morte di Giuseppe, SANTI è il Capofamiglia.

Santi ha solo 22 anni.
.....................
Egli viene censito come COLONO e POSSIDENTE.

Si è detto che Giuseppe, era tornato da Livorno con del denaro, con il quale aveva comperato alcuni terreni.
Terreni che, nel 1824, vengono ereditati dal figlio SANTI.

Sappiamo, per certo, che Egli è l' unico maschio, alla Brancoleta, non sappiamo ( invece ) se ci sono delle sorelle.
.
E' molto strano che nel 1824,
un Padrone possa avere affidato un grande podere,
quale è quello di Brancoleta,
ad un giovane di soli 22 anni,
che era l' unico maschio di una famiglia, dove
( nella migliore delle ipotesi)
c'erano solo alcune femmine.
.
Ugualmente strano,
che un giovane di 22 anni,
che comunque era un possidente,
e che molto probabilmente non ancora sposato,
avesse stipulato questo contratto.
.
Oggi, ci saremmo aspettati che il giovane Santi
avesse venduto tutto e si fosse trasferito altrove,
magari, per godersi la vita.
Forse dobbiamo ritenere che :

SANTI era un giovane, non solo con molto giudizio, ma anche con molta voglia di lavorare.

ed il PADRONE, del podere, era un folle o un disattento, tanto da lasciare in mano ad un " ragazzo", questo suo possedimento.


Ovviamente, io non riuscivo a capacitarmi di tutto questo, e in più occasioni avevo chiesto, al mio vecchio Zio Cristoforo, come ciò fosse stato possibile.

Mio Zio,
mi diceva che quel Padrone era stato molto amico di Giuseppe, e in virtù di questa amicizia aveva rinnovato il contratto con SANTI.

Ed aggiungeva, ( quasi con orgoglio )

< E NON EBBE MAI DA PENTIRSENE >, di questa scelta.
.................
Questo mio caro Zio, purtroppo è morto quando io ero giovane, ed ero agli inizi della mia Ricerca.

All' epoca non ero a conoscenza ( e neppure Lui sapeva ), dei rapporti di Giuseppe con l' Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.

Oggi, ritengo che queste strane scelte, si possano ricondurre ai precedenti rapporti, di Giuseppe , con la CONTRATERNITA.

La famiglia aretina ( di ricchi mercanti ) che aveva acquistato , dopo la confisca dei beni, dalla Corona il podere della Brancoleta ( della quale come vedete non cito il Cognome, pur bene conoscendolo ), erano con molte probabilità " legati " alla confraternita.
Da qui l' amicizia con Giuseppe.

Perchè, nel 1799, Giuseppe va a Livorno?
Noi sappiamo che quell' anno , dopo che scoppiano i moti del < Viva Maria>, alcuni ex-Cavaliri si riuniscono a Livorno.

Come, altrimenti, era stato possibile a Giuseppe, pagarsi un lungo soggiorno a Livorno ?

Quale era la provenienza dei denari che Giuseppe porta a Montagnano ?
Non provenivano certo dalla dote di Giacinta !!

Su quali reali rapporti si basava l' amicizia di Giuseppe con il suo Padrone, tanto da garantire a Santi il proseguimento del contratto, di mezzadria.

Qui mi fermo,
per non andare fuori tema ed annoiarVi,
ma posso dirVi che credo di essere in grado di ricostruire, nei minimi dettagli, quanto avvenne < dietro alle quinte >.
Inserire testo
SANTI si sposa con EMMA CONFETTARI,

Dal loro matrimonio nascono 5 figli.

tre maschi,
GIUSEPPE ( n. 1839 )
PAOLO ( n. 1841 )
ANTONIO ( n. 1850 )

e due femmine,
MARIA ANNA , MARIA MADDALENA.
(nate tra il 1842 e il 1849 )
Inserire testo
La misteriosa crescita economica,
di questa Famiglia, nella seconda metà del 1800
.
Verso il 1880,
sappiamo che questa Famiglia,
costituita da i tre fratelli,
ANTONIO, GIUSEPPE e PAOLO

possiede un ingente patrimonio fondiario
costituito da ben 14 poderi, in Valdichiana.

e pure disponendo di questo ingente patrimonio,
questi continuano, anche, a svolgere l' attività di
Coloni Mezzadri

tutto questo ha dell' INCREDIBILE
.
Inserire testo
........................................
Quando ero bambino, ricordo di aver sentito dire, da persone del luogo, che la fortuna dei Vecchi Basagni, si era basata, prevalentemente, dal fatto che questa era stata una Famiglia < molto numerosa >, e che aveva avuto, a sua disposizione, molte braccia per il lavoro, nei campi.
Contrariamente, a questa diceria,
possiamo ben vedere, che nel 1800, questa era una Famiglia relativamente piccola.

A riprova, di quanto dico, riporto uno stato di Famiglia, datato 1864.

Per l' esattezza un anno prima della nascita di mio Nonno Francesco.

Il 1864, è l' anno che si sposarono i miei Bisnonni.

Mio Bisnonno era figlio di SANTI,
quindi non sono passate così tante generazioni,
tali da giustificare questi < vuoti > di memoria storica.
.
1864.

Capofamiglia : SANTI di Giuseppe da Battifolle

di professione : colono e possidente

EMMA CONFETTARI, donna di SANTI

i figli :
GIUSEPPE sposato ( 1864 )
ANTONIO, giovanotto
PAOLO, giovanotto

le figlie:
MARIA ANNA , ragazza
MARIA MADDALENA, ragazza

ANGELA LIBERATORI, donna di Giuseppe.
.
Fate bene attenzione a questo documento.

1864.
Sono passati 40 anni esatti da quando il giovane Santi aveva firmato il contratto di mezzadria.
E' mio bisnonno Giuseppe, il figlio primogenito di Santi, che è nato nel 1839.

Non conosco la data di quando Santi si sposa, ma essendo nato il primo figlio nel 1839, debbo comunque ritenere che questo matrimonio sia avvenuto molti anni dopo al 1824.
Quindi, per molti anni ( sicuramente più di 10 ), Santi è solo a mandare avanti il podere.

COME HA FATTO ?

Altro particolare :

sono passati cento anni, da quando questa Famiglia ha lasciato Battifolle, ciò nonostante si continua ad indicarli < da Battifolle >, come se questa loro provenienza, costituisse parte integrente del loro Cognome.
Il documento non riporta le loro date di nascita,

ma sappiamo che , nel 1864,

SANTI ha 62 anni.

GIUSEPPE, 26 anni
PAOLO, 24 anni
ANTONIO, 14 anni.


Non mi sembra, che ci fosse una gran forza lavoro. !

In pratica : un Vecchio, un ragazzo e due giovani.
Non stiamo parlando di avvenimenti del 1500,
ma di fatti relativamente recenti,
siamo nella seconda metà del 1800,

Questa poca chiarezza e questi punti nebulosi,
lasciano supporre che alcune < cose > sono state
volutamente occultate.
Sono convinto,
che si sia volutamente lasciato, alla gente del luogo, di costruire storie su storie,
quasi come se queste storielle creassero una cortina di fumo, dietro la quale era più facile nascondere una realtà, che non si doveva conoscere.
.................
In particolare, sembra, che non si voglia far conoscere la provenienza del denaro, che era servito ad acquistare i tanti terreni.

Troppi, per ritenere che fossero ( solo ) frutto del loro lavoro.

14 poderi, sono veramente tanti !
......
E pure disponendo di questo ingente capitale,
essi continuano ( anche ) a svolgere l' attività di
Coloni Mezzadri, nel grande podere della Brancoleta !!!


Altri miei parenti, non Basagni,
mi hanno sempre detto, che i Basagni non vollero mai lasciare, il podere della Brancoleta, perchè aspettavano di poterlo acquistare.

Si dicevano, molti attaccati, a questa loro antica residenza, come se questa rappresentasse una cosa, molto significativa del loro passato.






Tutto il patrimonio veniva amministrato da Antonio, che era celibe.


Con i matrimoni, delle due femmine,
Maria Anna, coniugata FAENZI
Maddalena, ROMANELLI
, furono dati in dote, ad entrambe, alcuni terreni.

Paolo, che aveva avuto una sola figlia, si divide dai due fratelli, e si trasferisce, a vivere, sua figlia, Concetta, coniugata GERLI.

Ovviamente a Paolo, viene dato ( circa ) un terzo del patrimonio. Non tutto in valore fondiario, ma in parte conteggiato in denaro.

Alla resa dei conti,
il numero dei poderi , rimasti dopo queste divisioni , è ridotto a 10.

Questo era il patrimoni della Famiglia, all' alba del XX secolo.
10 poderi,
tra grandi e piccoli,
restano, comunque un buon patrimonio.

MA....
Giuseppe, fu un eccessivo < prolificatore >.
Dal suo matrimonio, con ANGELA LIBERATORI,
avvenuto nel 1864,

nascono ben 9 Figli.
Questi Figli,
imitano il loro Genitore.

e mettono al mondo un discreto numero di figli.

Tirando le somme :
Giuseppe si ritrova la bellezza di 48 Nipoti.
Un po' troppi , per dovere spartire , solo 10 poderi.
Se,
come sia stata possibile la crescita economica,
resta un mistero,

contrariamente

come sia avvenuto il suo declino,
è molto evidente.
Inserire testo
Fino al 1907,

Questa Famiglia, composta da i due vecchi fratelli
Giuseppe e Antonio,

da tutti i figli di Giuseppe, alcuni già sposati e con dei figli,

VIVEVANO TUTTI ASSIEME,
SOTTO UN UNICO TETTO,
ED UNA UNICA TAVOLA,

nel grande podere della Brancoleta.
del quale ( nel 1907 ) non sono , ancora, proprietari , ma solo dei Mezzadri.
Inserire testo
Nel 1907,

abbiamo l' uscita di casa di Domenico, figlio terzogenito di Giuseppe,
al quale viene assegnato il podere < delle Griccene >, nel Comune di Civitella.

Nel giro di pochi anni , ad uno ad uno , anche gli altr fratelli i lasciano la casa paterna, per trasferirsi in piccoli o medi possedimenti, di loro proprietà.

Non tutti sono contenti di quanto loro assegnato, creando ( anche ) qualche disappunto in Fanmiglia, tra fratelli.
Nel trascorrere di pochi anni,
non solo vediamo il totale frazionamento di questa Grande Famiglia , in tante più piccole

ma vediamo, anche, il Frazionamento, di un grande patrimonio, in tante piccole e medie Proprietà.
In ultimo, alla Brancoleta,
rimase solo Francesco ( mio Nonno ),
che era il figlio Primogenito di Giuseppe ( il " prolificatore").
Inserire testo
Alla BRANCOLETA,
non ci si accorse che il mondo stava cambiando,
Li tutto rimase < come una volta >.

Si continuò a vivere, negli usi e nei costumi, quali erano stati quelli del secolo precedente.

Francesco imitò suo Padre, e mise al mondo 9 figli.
Due femmine e sette maschi ( uno dei quali muore da bambino ).

Di questi figli maschi, solo due lasciarono la Brancoleta ( i più giovani ) :

mio Zio Pietro (n. 1919), che divenne Sacerdote
( prima a Rapolano Terme, successivamente a Farnetella )

mio Padre Donato ( n.1913 )
che si arruolò nell' Arma dei Carabinieri.

Gli altri si sposarono, misero al mondo dei figli
( quasi tutti maschi, ho una sola cugina )
e vissero fino all' inizio degli anni cinquanta, tutti assieme :

sotto un unico tetto
ed una unica tavola

alla stessa maniera che avevano fatto i loro Nonni, prima di loro.

Solo alla metà degli anni cinquanta,
ciascuno , dei fratelli, si trasferì a vivere nel proprio podere, ed alla Brancoleta, rimese solo mio Zio Angelo (n.1896) che era il Primogenito, con la Sua famiglia.
( tre figli, maschi ),
non più come mezzadro, ma come proprietario.


Oggi, alla Brancoleta, vi abita solo Antonio ( n.1930), figlio primogenito di Angelo.


Non solo tutti i Fratelli, sono morti da molti anni,
ma anche noi Cugini siamo rimasti in pochi.
( la vita media, in questo Ramo, è molto bassa )

Prevalentemente tutti residenti a Montagnano, o zone limitrofe.
Eravamo solo in tre a vivere in altre località,
adesso,
dopo la morte del mio caro Fratello MAURIZIO,
( n. 04 07 53 - m. 08 01 2009 ),
che era un Colonnello, in servizio a Firenze, non residenti a Montagnano, siamo rimasti solo in due.

I tantissimi Basagni, oggi residenti a Montagnano e nelle frazioni vicine, sono prevalentemente i nipoti dei fratelli di Mio Nonno.
Quindi miei Biscugini e figli dei biscugini.
(Che sono, così tanti che mi è difficile fare un conto esatto).
.
SCUSATEMI,

per essermi dilungato, più del dovuto, su questo Ramo Famigliare,
al quale sono legato con Caro affetto,
oltre che da vincoli di parentela.

Io sono nato e cresciuto a Siena,
ma da bambino spesso mi recavo alla BRANCOLETA
a fare visita ai miei Zii.
Ricordo, bene, i loro antichi modi di vita e
Vi giuro che ne ho tanta nostalgia.

Oggi , dei tanti che furono testimoni di questa Grande Famiglia,
restiamo giusto una manciata di vecchi Cugini,
che ci incontriamo solo in occasione dei Funerali.

Tutti quelli che si riunivano a quella grande tavola,
oggi sono tutti assieme, riuniti,
nella grande Cappella di Famiglia,
nel piccolo Cimitero di Montagnano,
che ( guarda caso ) è al confine, esatto, con i campi
dell' antico podere della Brancoleta.

Se è vero che a Montagnano vivono tantissimi Basagni,
vedete, che al Cimitero ce ne sono molti di più.


Anche io, un giorno, tornerò alla Brancoleta.
A Dio piacendo, il più tardi possibile, ma per gli anni che mi porto, potrebbe essere molto vicino.

Come vedete,
per noi " giovani " Basagni ( di quel tempo passato), se la
BRANCOLETA
non ci ha visti uniti da vivi,
ci riunisce da Morti.
.
Ovviamente, le notizie di cui dispongo,su questo Ramo della Famiglia, sono molte e dettagliate.

Non volendo ANNOIARE i miei ( pochi ) Lettori,
rimando i dettagli di questo Ramo,
ad un altro SITO WEEB,
dedicato esclusivamente ai ( tanti ) diretti Discendenti

Miei biscugini e figli dei biscugini.

Maggiormente ( forse ! ) interessatti
a conoscere la vecchia storia della BRANCOLETA.
Storia dettagliata
del Ramo della BRANCOLETA.
Riservata ai soli discendenti di questo Ramo
http://
Attenzione :
il LINK, non è ancora attivo.

Le pagine, dedicate alla Storia della Brancoleta
sono in fase di costruzione.
Inserire testo
Come si è detto,


i Fratelli di Giuseppe , avevano lasciato Fontarronco ( 1775 ), e si erano trasferiti a pochi chilometri di distanza.

In maniera analoga, anche i figli di Giuseppe,
( dopo il secondo matrimonio, di loro Padre ),
lasciarono la Brancoleta, e si trasferirono
( più o meno ) nelle stesse località ,
dove 25 anni prima, si erano trasferiti i loro Zii.

Da questi trasferimenti
( avvenuti in due momenti diversi ),
si sono formati molti Rami in Valdichiana.

Tanti, che mi è difficile poterli identificare tutti.
Inserire testo
Le località,
dove all' inizio del 1800, riscontriamo la presenza di Basagni, sono

VICIOMAGGIO,
RUSCELLO,
BATTIFOLLE ( in Valdichiana )
TUORI
AGAZZI
PIEVE del TOPPO.

In alcune di queste Località, vediamo( già all' inizio del 1800 ) la presenza, anche, di più di una Famiglia.
i Basagni di VICIOMAGGIO
Viciomaggio,
è la località dove si trova il Casello Autostradale di Arezzo.

Ed è a pochi chilometri da Fontarronco.
In questa località , all' inizio del 1800,
è documentata la presenza di più Famiglie Basagni.

L' origine di tutti questi Nuclei, come si è detto, è riconducibile alla crisi del 1775.

Non dispongo di informazioni dettagliate sulla composizione di queste Famiglie, alla loro origine.
Gli alberi Genealogici, in mio possesso, partono solo dalla metà dell' ottocento.


Ritengo, che nella prima metà del 1800, ci siano stati ulteriori frazionamenti di queste Famiglie, con formazione di varie Diramazioni che si sono trasferite in località limitrofe a Viciomaggio.
In particolare mi riferisco a :

TUORI,
BATTIFOLLE,
LE POGGIOLA,
SAN GIULIANO
PIEVE AL TOPPO
CIGGIANO
Tra le tante Diramazioni,

una è quella che discende dal Signor ANGIOLO,
nato a Viciomaggio nella prima metà del 1800.
Gli attuali diretti Discendenti, del Sig.Angiolo,
non sono più residenti in Toscana.

Essi risiedono nel Nord Italia,
dove svolgono importanti attività professionali.

Il Dott. Fabio, noto Economista internazionale , credo abiti a Londra.
La ricostruzione di questo Albero Genealogico,
è stata possibile grazie alla gentile collaborazione dell' Ing. Fabrizio Basagni.
Inserire testo
Una Diramazione, anch' essa originaria di Viciomaggio,
formatasi nella seconda metà del 1800,
ha dato origine al Ramo di CIGGIANO.
( tutt' oggi residenti in questa Frazione del Comune di Civitella )

Il Capostipite, di questa Diramazione,
fu un Ufficiale Postale.
Inserire testo
I Basagni di RUSCELLO
Ruscello , si trova nel Comune di Arezzo, ed è
poco distante da Viciomaggio.

In questa Località, nel corso della prima metà del 1800, è registrata la presenza di DUE Famiglie Basagni. ( in anni diversi ).

Contrariamente a quanto si è detto, a proposito dei Basagni di Viciomaggio, per queste due Famiglie, si hanno maggiori informazioni, sulla loro origine.
Inserire testo
La prima Famiglia Basagni, che si stabilisce a Ruscello è quella del Sig. CRISTOFANO, che sappiamo essere nato, 11 01 1805, nella periferia di Arezzo ( forse Pescaiola ). Figlio di Giuseppe Basagni ( nato a Cascesi ) e di Maddalena Bevilacqua.

L' origine di questa Famiglia, non sembra essere riconducibile a coloro che si erano trasferiti a Fontarronco.

Cristofano ( Colono Mezzadro ) si stabilisce a Ruscello, dopo il suo matrimonio con Lucrezia Bichi, e vi resta solo per una ventina di anni.
A Ruscello, nascono i suoi 4 figli
( 3 maschi ed una femmina ).
Tutte queste Persone, lasciano Roscello, dando origine a dei Rami non residenti in Valdichiana.

Parleremo più avanti, di queste DIRAMAZIONI.



La seconda Famiglia Basagni,
che vediamo a Ruscello, è Discendente da Giuseppe Figlio di Santi, quello che nel 1780, si era insediato alla Brancoleta.
Per esattezza, il Capostipite di questo Ramo, è uno dei Figli nato dalla prima moglie, di Giuseppe, che come ho detto, lasciarono la casa Paterna dopo le non condivise seconde nozze del Padre.
Pertanto
identifichiamo come, < Ramo di RUSCELLO >,
solo quello relativo a questa seconda Famiglia,
dalla quale discende il Signor LUIGI,
noto Personaggio più comunemente conosciuto,
con il nome di

< CORE >
Possiamo dire che il Ramo di Ruscello, non solo discende da i Basagni che furono al servizio dell' Ordine di Santo Stefano, ma è un' antica scissione del Ramo della Brancoleta.

Si è sempre detto, sbagliando, che Core era cugino di mio Nonno Francesco
( e dei suoi otto fratelli ),
in realtà non erano cuguini, ma solo Biscugini.

Era stato, il babbo di Core, cugino con Giuseppe
( il Padre di mio Nonno )

Non mi è noto, il nome del Padre di Core.

Il Il Sig. FABIO Basagni,
( mio collega di studi , oltre che lontano parente ), discendente di questo Ramo, mi ha riferito che sà solo che il Babbo di suo Nonno Core, veniva chiamato :
il < Beccaccino >.

( probabilmente per la sua passione per la caccia )
Dagli Stati Uniti,
invece, ho saputo dal
Dott.Prof.STEFANO Basagni
( Docente di ELECTRICAL and COMPUTER ENGINEERING),

perchè suo Bisnonno LUIGI, venne soprannominato CORE.

Luigi era un bel giovane, e faceva innamore tutte le ragazze del posto,
in pratica : < gli strappava il cuore >,
da questo venne detto < CORE >
( un ruba cuori, in pratica ! ).
Per meglio chiarire quali , realmente, furono i vincoli di parentela, nel 1800, tra la Famiglia di Ruscello e quella della Brancoleta,

illustro, schematicamente, i due Rami.
Spero di riuscire a ricostruire altri Alberi Genealogici, delle antiche Famiglie Basagni della VALDICHIANA.
Inserire testo
Nel corso del 1800, fino ai primi anni del ' 900,
si formano il maggior numero delle
attuali Diramazioni, della nostra Famiglia.
Molte di queste Diramazioni, sono in funzione di vari spostamenti che fanno alcuni Basagni, nativi della montagna Casentinese, che si portano verso valle, cercando luoghi migliori.

Non dimentichiamo, che maggiormente i Basagni ( tra la fine del 1700 e l' inizio del 1800 ) erano degli Agricoltori. Prevalentemente piccoli o medi possidenti, ma quasi tutti legati al lavoro della terra.

I terreni nell' alto Casentino erano poco fertili, diverse opportunità di lavoro, in quei piccoli paesi, non ce ne erano.
Chi poteva, si spostava verso luoghi migliori.

In quest' ottica, si verificarono ( anche ) molti piccoli spostamenti , di Famiglie Basagni, all' interno dello stesso Casentino.
Troviamo dei Basagni a Poppi, Rassina, Subbiano.

Altri, invece, si portarono verso il Valdarno ed altri si avvicinarono ad Arezzo.

All' inizio del 1800, non c'era l' interesse di andare in città, quanto quello della ricerca di terreni più ferti, magari vicini alle città.

Le migrazioni, verso la città, è un fenomeno che nasce solo verso la fine del 1800, e che soprattutto interessa la prima metà del XX secolo.
Tra questi Basagni , che lasciano il Casentino,
c'è il Sig. Giuseppe ( nato a Cascesi ), che si trasferisce nelle vicinanze di Arezzo ( un vecchio stato di Famiglia, dice locolatà < Case sparse >, forse Pescaiola ).

Un figlio di questo Giuseppe è CRISTOFANO,
del quale ho già accennato, a proposito della Sua presenza, a RUSCELLO.
Possiamo seguire, grazie ad un dettagliato vecchio Stato di Famiglia, conservato presso l' Archivio del Comune di Arezzo, gli spostamenti fatti nel corso del 1800, da questa Famiglia , che aveva lasciato il Casentino, tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800.
Copia, di questo significativo documento, mi è stata gentilmente concessa da Don Gastone Basagni, di Avellino, discendente da questo Ramo.
.
Ricostruzione dell' Albero Genealogico della
Famiglia del Sig. CRISTOFANO Basagni,
di Giuseppe ( nato a Cascesi )


Nello schema sono riportati ,
oltre alla serie di spostamenti,
i vari Rami che ne derivano.
Non sappiamo se Giuseppe aveva altri Figli oltre a Cristofano, e se ne aveva a quali diramazioni hanno dato origine.

( al momento, ma è da verificare, forse alla Famiglia Basagni, che nell' ottocento era residente in località Puglia, poco distante da Arezzo ).
A Stia, abbiamo visto che nel 1848, c'è un LUIGI.

Luigi MARTINI BASAGNI, Gonfaloniere.

Difficile, però credere, che sia la stessa persona destinataria della lettera del Carducci ( siamo 30 anni dopo, e poi quello era MARTINI BASAGNI ).
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nel XX secolo,
vediamo, in Italia, la trasformazione di una Società , prevalentemente, Agricola ad una Industriale.

Questa evoluzione, ovviamente, coinvolge anche i Basagni.

Questa trasformazione, se pure molto lentamente, era già iniziata nell' ultimo decennio del secolo precedente.

Molte delle Diramazioni, della Nostra Famiglia, che si formano a
l' inizio del 1900, sono ( quasi sempre ) conseguenti a Persone che si trasferiscono in funzione di una nuova attività lavorativa.

Vediamo, non solo l' abbandone delle campagne, ma spesso , anche, trasferimenti in altre Regioni Italiane.

( dopo cinque secoli di permanenza, vediamo che alcuni abbandono la Toscana )
Particolare curioso,

le prime migrazioni di Basagni, che lasciano la Tascana,
non sono verso il NORD
( come abitualmente avveniva )
ma sono verso il SUD.




Un nostro Omonimo, a proposito di ciò, ha così commentato :

< questa è la riprova di come noi, Basagni,
siamo sempre andati CONTRO CORRENTE >
Vediamo, nei dettagli,
come nascono, alcuni, di questi Rami < Cittadini >
Il Ramo
della Famiglia Basagni
di AVELLINO.
Questo Ramo
prende origine nel 1906,
quando SANTI Basagni figlio di Davide , impiegato delle Regie Ferrovie, viene trasferito alla Stazione Ferroviaria di Avellino.
SANTI Basagni,
nato nel 1871 , a PRATANTICO ( Arezzo),
viene, erroneamente, registrato ( all' Anagrafe di AV ) come SANTE.

Egli è l' unico figlio maschio di Davide di Cristofano Basagni, e come già lo era stato Suo Padre, è un Impiegato delle Regie Ferrovie.

Coniugato con Caterina Baldini, nata a Ortignano Raggiolo ( Arezzo ),
viene inviato, da prima, alla Stazione Ferroviaria di Isernia e successivamente trasferito a quella di Avellino, dove si stabilisce definitivamente.

Dal suo Matrimonio, nascono 10 Figli
( 5 Femmine e 5 Maschi ),
Ramo
di una Famiglia Basagni
FIORENTINA
Nei primi anni del 1900,
prende origine, anche, un Ramo Fiorentino.

Capostipite, di questa importante Diramazione,
è il Sig. OLINTO Basagni, nato a Montemignaio 1888.

Egli si trasferisce a Firenze, con i suoi 8 figli
6 maschi e due femmine
( tutti nati a Montemignaio ).

Molti dei Basagni, oggi residenti a Firenze,
sono i Discendenti di questo Sig. OLINTO,di Raffaello .
Attenzione,
nello schema è stato, erroneamente, riportato il 1880 , come anno di nascita del Sig. Olinto.

In realtà, è il 1888.
Il Ramo
della Famiglia Basagni
di ROMA
Questa diramazione prende origine
dal Sig. VITTORIO (n.1894, a Montemignaio ) figlio di Raffaello.

Il Sig.Vittorio è un fratello del Sig. Olinto, che abbiamo visto, si era trasferito a Firenze.
Il Ramo
della Famiglia Basagni
di NAPOLI
La formazione di questa Diramazione è molto più recente, rispetto a quelle precedenti.

Questa prende origine dal Sig. RINALDO ( nato a Montemignaio, 1921 ) di Pietro ( n. 1880 ca. ).

Come potete osservare, anche questa, discende dall' Antico Ramo di Montemignaio.

Possiamo dire, che mentre l' Antico Ramo di Battifolle, inizia a diramarsi, già, nel 1700, quello di Montemignaio, si espande ( prevalentemente ) nel 1900.

Da questa Diramazione, prende ( anche ) origine un Ramo residente in CALABRIA. ( di recente formazione ).
Avrete notato, che dal Sig. Angiolo, un fratello del Sig. RINALDO,
prende origine un Ramo residente in Piemonte, a CUNEO.

Quest' ultima, però, è una Diramazione molto recente, che ( al momento ) non rapprenta la Storia della Nostra Famiglia,

Nel doveroso rispetto della privacy ( se non dietro diretto invito degli interessati ), evito informazioni attuali.
Frugando nel Web
( espressione che io preferisco al < Navigare > )

sono venuto a conoscenza della Società :

MARTINI BASAGNI De VECCHI & C.

che è tra le principali finanziatrici, nel 1920, della S.A.I.S.
Nessuno, dei tanti interpellati,
mi ha saputo dare una risposta
Come ho detto,
nessuno di quanti interpellati mi ha saputo dare delle indicazioni.

Io, però, non mi sono dato per vinto.
La cosa mi incuriosiva < troppo>.

Inizialmente avevo ritenenuto che si trattaase di una Società, con tre Soci :
MARTINI
BASAGNI
DE VECCHI

E NON TROVAVO NULLA.

Poi, ricordando che a Stia c'era, nel 1848, il Cognome MARTINI BASAGNI,

ho trovato la risposta.
il merito di aver risolto questo enigma, non è il mio,
ma di una Ingegnera BASAGNI, che abita a Reggio Calabria.
( Laureata in Ingegneria delle Telecomunicazioni ).
IN COSTRUZIONE
GRAZIE,

per il tempo che mi avete dedicato,
e scusatemi per quanto sono sgrammaticato,nella scrittura.

Sicuramente avrete capito che sono un personaggio STRANO,
ma non dimenticate che sono un BASAGNI,
e come tale non potevo essere diversamente.

Di nuovo grazie,

Umberto.
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Basagni.Basagni.Basagni.
Storia della Casata Basagni.
antica Famiglia Toscana.

Valdichiana.Valdichiana.
La famiglia Basagni è tra le più antiche della VALDICHIANA.
La sua presenza, in Valdichiana, è precedente alla Bonifica.

Ghibellini.Ghibellini.Toscani
tra le antiche Famiglie Toscane di parte Ghibellina
c'è l'antica Casata Basagni, del Casentino.


Basagni.Donato Basagni ( 1913)
ha fatto parte del gruppo sportivo < Nuotatori > dell' Arma dei Carabinieri.


PALIO.PALIO.di SIENA
CONTRADE,CONTRADE.del Palio.
Umberto Basagni è della NOBILE CONTRADA DELL' OCA.
Il Colonnello Maurizio Basagni è della Contrada della TARTUCA.

MILLE MIGLIA.MILLE MIGLIA.
Alla Mille Miglia, del 1932, M.BASAGNI si è classificato al 16 posto.

TARTUCA.TARTUCA.
CONTRADA della TARTUCA.
il Colonnello Maurizio Basagni è della CONTRADA della TARTUCA

LAMBELLO.LAMBELLO.
L'antica Casata Basagni fu insignita del LAMBELLO a quattro pendenti.
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